• AREE CANI: La Roulette Russa della socializzazione

    25 Gennaio 2016
  • addestramento cani, socializzazione cane, socializzare cane, educatore cinofilo, aree cani

    Oggi ti voglio parlare delle cosiddette “aree cani” o “aiuole per cani” o “recinti pubblici per cani” o “zone cani” o come le vuoi chiamare, il nome non importa. Credo che tu abbia capito di cosa sto parlando: quelle zone (di solito verdi) pubbliche e recintate in cui poter liberare il proprio cane. Io ho paura di quelle aree cani e, fortunatamente, non sono costretto a portarci Kira.

    Abbiamo un prato enorme con un piccolo boschetto proprio sotto casa e lì lei può stare libera senza guinzaglio e correre quanto vuole. Anche nelle nostre passeggiate in mezzo al verde (lontano dalla strada) lei è sempre libera dal guinzaglio.

    Sono perfettamente consapevole, tuttavia, che le Aree Cani per molti cani rappresentano l’unico momento (fuori casa) in cui poter correre sguinzagliati, non agganciati al proprietario, annusando l’ambiente circostante. Questi cani, se non venissero portati all’Area Cani, starebbero liberi solamente in casa e il mondo fuori dalle mura domestiche, per loro, rappresenterebbe solo una vetrina, da guardare tristemente confinati dal piccolo spazio concesso dal guinzaglio. Quindi ben vengano queste Aree per cani. Per molti proprietari, tuttavia, l’area cani ha una funzione che sembra essere più importante della libertà: la famigerata “socializzazione”.

    Molta gente pensa, infatti, che queste Aree Cani siano “scuole di vita” in cui il cane o, peggio, il cucciolo, impara a convivere con i propri simili, a socializzare, a comportarsi bene con gli altri cani, a non aggredire, a correre felice insieme ai suoi consimili, mentre noi possiamo finalmente rilassarci e, magari, sederci sull’onnipresente panchina a scambiare quattro chiacchiere conviviali con gli altri proprietari.
    Tra le varie frasi che si sentono dire quando un nuovo cucciolo sta entrando in area cani (spesso titubante, spesso impaurito e con proprietario anch’egli -all’inizio- giustamente dubbioso) la più quotata è: “Ma siiii, lascialo libero che se la sanno sbrigare tra loro!”. Con “loro” ovviamente si intende il gigantesco branco di cani che si sta fiondando sul cucciolo timoroso.

    C’è un po’ questo mito della socializzazione: ”devi far incontrare al tuo cane più cani possibili (che lui lo voglia o no), in modo che si “socializzi” (diventi “più sociale”, che a me fa tanto “è più accettato nella società civile e dei cani”)”. A me è proprio antipatica questa versione della socializzazione.

    Per me socializzazione significa che il cane apprende nuove competenze, nuovi strumenti. Impara che quando un altro cane si comporta in un certo modo A, la soluzione migliore e più appropriata (per evitare conflitti) è comportarsi nel modo B.

    Ora…posto che finché non vengono messi di fronte uno all’altro è impossibile valutare le competenze sociali di due cani…come si può pensare di valutare quelle di un branco di cani sconosciuti buttati alla rinfusa dentro un recinto? Chi ci sarà in quel branco? Ci sarà il cane competente e quello incompetente. Ci sarà quello che può insegnare qualcosa al nostro cane e aiutarlo, ma ci può essere anche quello che con una brutta aggressione me lo traumatizza a vita. Ci possono essere cani coraggiosi, fobici, calmi, aggressivi, felici, preoccupati. E’ già difficile per un educatore cinofilo capire che cane ha davanti al primo colpo: richiede studio (e tanto anche). Ma…un proprietario può davvero, al primo colpo d’occhio valutare magari 7-8 cani insieme e capire chi è competente, chi non lo è, chi è aggressivo, chi non lo è, chi è calmo e chi è preoccupato?

    Questa è la mia più grande perplessità sulle Aree Cani intese come “scuole di socializzazione gratuite” in cui il lavoro lo fanno i cani, mentre il proprietario siede e legge il giornale. Non funziona così. Non si sa e non si può sapere chi c’è dentro l’area cani. Non si sa nulla della storia di quel cane, non si è con lui tutti i giorni, non lo si conosce. Ci si può solo fidare (e affidare la serenità del proprio cucciolo) alla parola di uno sconosciuto che, da dentro, dice “fallo entrare, sono tutti bravi. Eh, grazie, che non fossero squali assassini lo avevo capito da solo! Ma come reagiranno con il mio cane? Che esperienze hanno con i cuccioli? Qualcuno di loro è preoccupato? E come reagirebbe se il mio cucciolo gli mettesse pressione? Saprei accorgermene?

    A questo si somma un altro dettaglio insopportabile: nell’area cani non manca mai, invariabilmente, l’ “espertone”. Gli espertoni (il titolo è dato dalla qualifica “no, ma io ho sempre avuto cani”) parlano come fossero esperti, etologi, comportamentalisti, studiosi, addestratori, infallibili dispensatori di consigli su come gestire il tuo cane per farne un piccolo campione di simpatia canina (almeno finché il loro cane non viene coinvolto in una zuffa fra cani. In quel caso, ovviamente, la colpa è dell’altro cane che “voleva sottometterlo e lui, giustamente, si è ribellato”).

    Sono frequentate spesso anche da bulli umani: gente che entra in Area Cani con i cani più pericolosi perché deve dimostrare che è riuscita a “domare la bestia”. Li riconosci perché esordiscono con frasi del tipo “lui non attacca mai per primo, ma se parte fa una strage” e velati presagi di questo tipo.

    Sono presenti anche i maltrattatori coercitivi di cani; vieni con me un sabato pomeriggio in una grande Area Cani metropolitana: non vedrai da nessun’altra parte cani ricevere così tanti strattoni e schiaffoni (perché, socialmente, a quel tipo di proprietario pare appropriato mostrare che disapprova una reazione “sbagliata” del proprio cane).

    Sono affollate da cani che, vuoi perché difettano di strumenti, vuoi perché insicuri (e non per colpa loro, sia chiaro), fanno pressioni enormi su altri cani che li devono subire, senza che ovviamente i proprietari abbiano la competenza per accorgersene.

    Recentemente, mentre distribuivo dei volantini vicino ad un’area cani, ho assistito ad un’aggressione (che poteva essere evitata) in cui una pitbull (razza che adoro) è partita in piena predazione contro una piccola meticcia rea di aver più volte cercato di convincere (invano) la proprietaria a prenderla in braccio e uscire…esito: meticcia bucata, ma fortunatamente viva e discussione tra proprietari (con proprietaria della pitbull che asseriva che la stessa avesse aggredito perché innervosita dalla meticcia perché quest’ultima si era abbassata con coda tra le gambe e orecchie basse…siamo a questi livelli).

    Quindi, alla fine di tutto questo pamphlet, tu mi dirai: ma quindi? Che fare? Disertare le aree cani?

    Io personalmente non ci vado, ma se ci sei costretto, segui almeno questi consigli:

    • recati all’area cani nelle ore in cui è meno “popolata”. Due cani e due proprietari possono facilmente gestire un’interazione, ma quando i cani sono una dozzina diventa problematico;
    • osserva attentamente la reazione del tuo cane quando è fuori dall’area cani. Chiedi a lui se se la sente di entrare. Come si sta comportando? Si avvicina alla rete incuriosito? Con prepotenza? Come reagiscono i cani all’interno? In questo può essere di enorme aiuto questo testo: La comunicazione del cane. Come interpretare segnali, comportamenti e interazioni
    • finché il tuo cane è libero all’interno dell’area cani, stai con lui. Stagli vicino. Così potrai intervenire in caso di aggressione e lui non si sentirà “solo in balia degli eventi”.
    • non portare il cane in area cani se è un cucciolo molto giovane (anche per ragioni sanitarie) o se, anche se adulto, è stato appena adottato ed è appena arrivato a casa. Ha bisogno di costruire la propria fiducia nel vostro rapporto e gettarlo nella mischia non è il modo migliore per farlo.

    Il consiglio migliore che posso darti è: lavorate sul vostro legame, sul vostro rapporto. Costruite una relazione sana e forte con l’aiuto di un educatore cinofilo che ti insegni le basi. Un cane che si fida di te e che non ti perde di vista ti consente di portarlo a passeggio in vasti campi e boschi lontani dalla strada, anche non recintati, in cui può stare libero senza guinzaglio, in un contesto per lui sicuramente più rilassante di un’affollata Area Cani.

    Dopo tutto questo devo però ammettere che, quando ero a passeggio per i parchi della mia città e mi sono avvicinato ad Aree Cani per osservare, ho avuto modo di incontrare anche cani deliziosi e persone bravissime che, in buona fede, con buon senso, educazione e in modo innocuo, condividevano pacificamente questi spazi. Non è tutto un inferno, per carità.

    Ma è come una roulette russa delle esperienze di socializzazione che può fare il tuo cane. 5 volte può andare tutto bene. La sesta volta può entrare il cane che aggredisce l’altro, magari incrinando la sua fiducia nel proprietario e negli altri cani. Ed è una roulette a cui non voglio che il mio cane partecipi.

    Un bel rapporto, un lavoro di socializzazione serio fatto con il cucciolo insieme ad un educatore e un richiamo basato sulla relazione e la fiducia: questo sono le basi per belle passeggiate nei boschi e nei prati senza guinzaglio.

    Namasté!

    Marco Benini

  • 5 comments

    Un articolo che condivido in ogni iota parola punteggiatura contenuti...e chi più ne ha più ne metta! Grazie. L'ho condiviso sia su Facebook che su Twitter

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    C'è proprio poco da commentate ...io gestisco e condividi con un bellissimo gruppi di volontari un area cani di bel 8.600 metri quadri Il sabato e la domenica arriviamo a contare 30/40 cani ..e ci passiamo assieme amici a quattro e due zampe ..non dieci minuti ma ore ed ore ..e va molto bene ..c'è un buon regolamento interno ( che noi con il dovuto polso facciamo rispettare )...che dire ... Noi rispettiamo tutti ...poi gli altri ..compresi i sapientoni laureati che sanno tutto loro ( dietro un bel compenso pero')..facciano pure i fatti loro ..ma non sparino a zero sulle aree cani ..perché non e ' proprio così ..e noi abbiamo le prove ...di giornate vissute filmate ecc.ecc .buona vita a tutti

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    Gentile Sig. Valter, non metto affatto in dubbio che voi gestiate un perfetto paradiso cinofilo, né era mia intenzione fare di tutta l'erba un fascio. Infatti, se legge con attenzione l'articolo, troverà scritto "Dopo tutto questo devo però ammettere che, quando ero a passeggio per i parchi della mia città e mi sono avvicinato ad Aree Cani per osservare, ho avuto modo di incontrare anche cani deliziosi e persone bravissime che, in buona fede, con buon senso, educazione e in modo innocuo, condividevano pacificamente questi spazi. Non è tutto un inferno, per carità.". Io, da educatore cinofilo e sul mio blog, preferisco mettere in guardia le persone sui rischi che le aree cani (non tutte, come specificato) comportano. Detto questo l'esistenza della sua meravigliosa area cani non è in grado, da sola, di garantire per tutte le restanti aree cani dove si consumano quotidianamente fatti come quelli descritti nell'articolo. Ma l'impegno e la volontà che mettete in gioco possono sicuramente essere d'esempio e mi piacerebbe molto venire a trovarvi. Fatemi sapere di dove siete. Cordialità! Marco

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    ho letto con attenzione l'articolo, sono consapevole e d'accordo che sarebbe molto meglio fare una passeggiata nei boschi con il proprio cane, un momento ma quali boschi? io abito in città e per raggiungere un bosco dovrei stare in auto minimo 40 min. e non potrei lasciar libero il mio cane, perchè i cani non si possono lasciar liberi, inoltre se poi si allontana perchè segue ad es. una traccia? è verissimo tutti i posti frequentati dalle persone sono potenzialmente pericolosi, ma a volte proprio non c'è alternativa. quindi si sceglie, si vigila, si rischia. forse sarebbe più utile insistere sulle norme di comportamento, perchè a demonizzare senza alternative percorribili si fa presto. il problema è comunque reale, l'ultima tendenza sono le aree private, si paga un affitto annuale, il campo è attrezzato a volte anche con la presenza di un educatore cinofilo (ovviamente anche quello va valutato) che aiuta le persone a leggere correttamente i segnali che i cani ci inviano. mi sembra un compromesso accettabile no? ah, io sono una vecchia espertona, ho sempre avuto cani, fatto la volontaria in canile, letto un sacco di libri, partecipato a conferenze, portato i miei cani a scuola da un'educatrice che è diventata un'amica e mai, mai dato consigli a nessuno ahahahah!!!! grazie per l'articolo.

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    Buongiorno Simona e grazie per il commento! Ovviamente si fa quel che si può nei limiti delle proprie possibilità. L'articolo vuole portare chi legge verso una maggiore consapevolezza. Non conosco la sua situazione, non so in quale città abiti, non conosco il suo cane e non posso quindi esprimere alcuna opinione in merito alla sua situazione particolare. Tuttavia ci sono parecchi boschi/campi in cui i cani posso stare liberi senza correre alcun pericolo. Ed è abbastanza normale che un cane si allontani, entro certi range, per seguire delle tracce. Il problema di fondo per molti proprietari è più che altro nella paura che il cane non torni e, quindi, nell'insicurezza generale del rapporto. "Mi vorrà bene abbastanza da tornare? Sono abbastanza importante per lui? E se scegliesse di non tornare?". Questi aspetti andrebbero, secondo me, approfonditi con un educatore cinofilo. Il problema, prima ancora delle norme di comportamento, sta nel fatto che al proprietario medio mancano proprio le competenze per capire cosa sta avvenendo durante un'interazione tra cani. La soluzione delle aree private, ove praticabile, mi sembra molto interessante. Il fatto di avere una competenza in materia cinofila superiore alla media dei proprietari, senza per questo elargire consigli in area cani, le fa onore! A presto! Marco

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