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  • Vivere con un cucciolo

  • Abbiamo il nostro cucciolino a casa. Tanta felicità!!! 

    Se prima il suo punto di riferimento saldo e sicuro erano la mamma e i fratellini, ora dovremo essere noi.

    In un corretto percorso educativo dobbiamo diventare noi il suo centro referenziale, sia per le cose belle che gli capiteranno, sia per i momenti di forte criticità che dovrà affrontare e durante i quali avrà bisogno di noi.

    Sì, i cani cercano un riferimento fisso e affidabile in noi. Se in tutti gli esseri viventi le emozioni giocano un ruolo estremamente importante nella scelta di un comportamento, nei cuccioli le emozioni possono addirittura contribuire a formare parte del carattere.

    Uno dei temi più affrontati è quello della cosiddetta "socializzazione", purtroppo spesso interpretata nel senso di far vivere al cane ogni sorta di traumi e di contatti, anche indesiderati, senza che abbia da noi alcun "aiuto". E' vero, è importante che il cucciolo sin da subito impari a conoscere il mondo e a maturare l'esperienza necessaria a comprendere che un'ambulanza che passa sirene spianate, un anziano con bastone o una bicicletta che si avvicina, ad esempio, non sono mostri terribili che vogliono ucciderlo. Il nostro compito, però, non è quello di  spingerlo in ogni situazione anche contro la sua volontà, ma di sostenerlo, appoggiarlo, incoraggiarlo quando vorrà relazionarsi con ciò che vede. Mai obbligarlo ad affrontare ciò che non è pronto ad affrontare. Vediamo ogni giorno cuccioloni terrorizzati per un camion che passa sulla strada ricevere sgridate, quando non strattoni o peggio, solo perché hanno "tirato" al guinzaglio in una reazione di fuga o di paura, quando invece sarebbe stato più utile stare vicino al cane, parlargli con calma e fargli comunque sentire che eravamo al suo fianco e che empatizzavamo con lui. Quindi regola d'oro con i cuccioli è proporre, non obbligare!

    Non bisogna però cadere nel trabocchetto opposto, di fare da cassa di risonanza a tutte le sue paure e difficoltà: occorre imparare a lasciargli il tempo di trovare una soluzione per affrontare uno stimolo o una situazione. Perché cresca propositivo e sereno è fondamentale anche che sia lui a provare a risolvere i problemi, in modo che costruisca la giusta fiducia di sé ed autosima

    Quello che noi possiamo fare? TEMPO! Dargli il tempo!!!

    C'è una fase in cui i cuccioli di cane e di uomo si assomigliano molto, è la fase in cui mettono tutto in bocca, non trattengono la pipì quando scappa loro, tendono a distruggere tutto e sono vivacissimi! Ad un bimbo possono servire 3/4 anni perché cominci a capire cosa gli chiediamo e anche per il cane è uguale: non si può trasformare un cucciolo in un adulto perfettamente competente in un mese o in sei mesi. Considerato che poi c'è il periodo dell'adolescenza, che mette a dura prova ogni proprietario, direi che verso i 10 mesi di vita si può pensare che il nostro piccolo cucciolo sia "pronto" per condividere con noi esperienze più complesse. Prima il cucciolo deve fare il cucciolo (e basta) e noi dobbiamo solo soddisfare una serie di bisogni semplici e fondamentali, tra cui anche il bisogno di sfogare energie fisiche e mentali.

    Cominciamo col capire cosa gli piace, cosa lo fa stare bene, quali sono i suoi punti di forza e quali le sue debolezze, e cosa lo preoccupa. Questo è il lavoro duro per i proprietari! Tutti cominciano a sgridare il povero cucciolo, a pretendere da lui il piccolo campione di obbedienza...e si dimentica la cosa più importante: cominciamo con il conoscere il nostro cane!

    Purtroppo non sempre è facile comprendere il proprio cane e, anzi, spesso è una vera e propria impresa per i proprietari. Noi vi possiamo aiutare a conoscere il vostro cucciolo e a farlo crescere felice e in sintonia con voi, perché siamo fermamente convinti, per dirla come Alexa Capra, che da adulti i cani mostrano ciò che hanno imparato e che hanno vissuto da giovani.

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